Fine. Ed inizio.
Quante parole servono per spiegare che certe cose non funzionano più e che non ne puoi più di sopportare? Per quantificare la tua delusione, che ha assunto proporzioni astronomiche e che ti bussa sullo stomaco da tempo, ormai. Per rompere ogni singola catena, che di nuovo ti sei messa, e di nuovo per volontà non tua. Quante parole servono per motivare ciò che pensavi non sarebbe mai accaduto, eppure accade, e per dare un senso ad ogni orrenda cosa che senti, e al non sentire più ogni splendida cosa degli inizi? Quante parole sono necessarie per prendere il coraggio di affrontare la realtà, maturare che ciò che è stato non è e non sarà più, e che ciò che ora è non solo non ti basta, ma frusta ogni tua passione, intenzione, bellezza? Quante parole occorrono per afferrare, questo coraggio, e togliere i paraocchi, e andare a muso duro verso l'unica, possibile, strada? Per afferrare la speranza, che poverina era già bella che ridotta, e strangolarla rabbiosa tra le dita fino a farla, de...