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Amazzoni

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Io sono Elianthe, della Tribù dei Rabari del Kutch. Io sono Elianthe, dell’Harem di Al Sardhar. Io morirei per la libertà della mia gente. Io vivo per la libertà e la tolleranza. Io morirei per le divinità in cui credo, io vivo per i culti che mi hanno vista nascere. Morirei per la mia gente, vivrei per consacrare ogni giorno della mia gente. Desidero crescere, apprendere, elevare la mia anima. Non sono una guerriera. Non ho mai impugnato armi e non saprei come uccidere nessuno. Ma difenderei ciò in cui credo a costo della mia stessa vita.                                                                                                                Io sono Elianthe, la piccola e l’ultima. Sono una creatura che c...

Di messaggi in bottiglia, di rituali

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Elianthe apre un occhio, pigramente. La luce che entra dalla finestra le conferma che è da poco passata ora di pranzo. E' sdraiata a pancia in giù ed ha il viso girato verso destra. Ci mette qualche minuto a realizzare dove si trovi. Sospira. Stende il braccio sinistro e con la mano, a tentoni, cerca qualcosa, trovando solo il letto vuoto. Sospira di nuovo. Affonda meglio il viso nel cuscino, seppellendolo. Dal pavimento di travi arrivano distintamente le voci delle persone ai tavoli di sotto. Resta per un po' ferma in quel modo, ad ascoltare, quando c'è altro che attrae la sua attenzione. La traccia di un profumo, sul cuscino vicino. Sposta piano il naso, la insegue ad occhi chiusi, finché la fronte non tocca qualcosa di freddo e metallico. Solleva il collo, perplessa, aggrottando le sopracciglia e fissando gli occhi scuri su un bracciale, e su un messaggio. Il letto cigola mentre si mette seduta, e cigola anche il suo corpo ma lei non pare farci caso. Legge il messaggio c...

Appunti

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Ho comprato questo diario perché iniziavano ad esserci pergamene ovunque, sparpagliate un po' per la stanza, mescolate con i mazzetti d'erba, incastrate sotto le zampette di May, accartocciate vicino ai lumini votivi. Mi è sembrato un gesto prudente, per evitare di dar fuoco alla Taverna. E pratico. Non ho tempo per ricopiare gli appunti sin qui presi, mi limiterò ad appuntare soltanto le cose che ritengo più rilevanti e salienti, di questo ultimo mese.  --- Tecla di notte, tra la neve, alle cascate. Nebbia e brina, luce di lanterna nel buio compatto della notte, occhi di ambra e fiera, consigli lanciati come lame affilate, ad intaccare la ceralacca con cui ho tumulato il vaso dei miei ricordi. Questo posto è pieno di magia, lo era ancora prima che un corvo e un gatto mutassero in esseri umani e che una carta apparisse luminosa, tutto innanzi ai miei occhi. Odore: Orchidea, incenso, chicchi di melograno, rosa e velluto.  --- Sofie, labbra rosse di vermiglio e eccitazione, soli...