Di Specchi, e di Riflessi
C'è stato un periodo in cui queste terre erano ancora completamente sconosciute, per me. Totalmente nuove. Nuovi erano i cibi, insipidi rispetto a ciò che ero abituata a mangiare io, e nuovo il modo di vestirsi, poco colorato e fantasioso. E nuovo era anche il modo di costruire. Non ho mai visto case cosi vicine, in legno e paglia, e cosi strette l'una all'altra. La luce in alcuni vicoli intorno alla piazza delle Nuove Terre non passa neppure. Come se persino il sole si rifiutasse di infilarsi in angoli così puzzolenti e tristi. Ho chiesto ad una donna che abita vicino al Bazar se non sentisse mai il bisogno di spazio. Mi ha guardato come se fossi pazza, e mi ha spiegato che si sta vicini per difendersi meglio. Razionalmente, è qualcosa che posso capire. E' in luoghi angusti come una tana, o il piccolo perimetro di una cabina, che spesso mi sono sentita al sicuro, protetta. E' nella costrizione, che trovo sicurezza. Dall'altro lato...no. Non capisco. Specie a...