"Questo è il mio finale. Adesso tocca a te, scrivere il tuo"
Resto un po' ferma, di fronte alla porta della Locanda, incerta se entrare o meno. L'insegna, che raffigura una balena bianca, cigola piano sulla mia testa mossa appena dal vento. Dietro di me c'è il gracchiare dei gabbiani, il rumore dei carri su una strada acciottolata, ed intrecci di parole dette in una lingua sconosciuta che mi ricordano che questa non è la mia terra, non è il mio posto. Alla fine raccolgo un respiro, di quest'aria che mescola insieme salsedine e sterco, legno umido e muschio. E spingo la porta di legno, entrando e guardandomi attorno. C'è qualcosa di confortante, nelle taverne. Non importa dove tu ti trovi, né della compagnia che hai dietro, né da quanto tu sia in viaggio. Al suo interno ci sono sempre gli stessi elementi: un bancone, un oste, avventori più o meno molesti, cibo di qualità variabile e tantissima birra. E questo li rende quasi una sorta di...punti fermi. E solo chi è vagabondo, nomade, o semplicemente chi si sente sperduto, sa de...