Di nuove strade, e sentieri in salita





<Nel momento in cui la polvere di pietre del destino scivola sulla fiamma della candela viola, questa avvampa, per poi contorcersi in un crepitio sinistro; dopo qualche istante di inquieta immobilità, torna ad allungare lingue di fuoco verso il cielo, assumendo però una colorazione anomala: azzurro, inizialmente, dalle sfumature molto simili alla colorazione naturale degli occhi di Gladie, impigliati nel fuoco.> L’azzurro, il colore dell’armonia e della pace. Una profonda serenità emotiva costellerà l’intreccio delle nostre esistenze. <La mano libera risale lo stelo prezioso della chiave di Goldran che porta sullo sterno.> Ci eleveremo sopra incomprensioni, gelosie, invidie. Annovero tutto questo in quelle sorprese a cui accennavo poco fa, di diritto. <La genuinità di un nuovo sorriso va ad albeggiarle sulle labbra. Davanti agli occhi di entrambe, il colore della fiamma vira verso il blu> Il Blu porta con sé calma e benessere: sull’orizzonte dei nostri destini sono tracciate sfide e nuovi inizi, che affronteremo con forza di volontà. Ne trarremo diverse soddisfazioni.. <E infine, quando le tonalità del blu cedono il passo alle tinte più calde e vivide dell’arancione, la motacj si concede un> L’arancione conferma il successo di ogni nostro intento: la forza vitale dell’una nutrirà l’esistenza dell’altra, in un modo o nell’altro. 


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"...quindi c'è un legame, tra di voi. Hai mai pensato, che il tuo corpo potesse essere più adeguato a manipolare la stregoneria, che una semplice spada?"
"No. Non ci ho...mai pensato"
"... non ti sei posta questa domanda, perché non vuoi portela o perché credi, che la tua vita si limiti alle tende di una Tribù? "
"Smettila..."
"...Questo Lupo, ti dice che c'è molto di più, per te lì fuori. Tu hai fame di conoscenza, ma il tuo occhio è chiuso e c'è qualcuno, che potrà aiutarti a fartelo aprire. E a liberarti, delle catene che ancora ti metti, da sola"
"....Mi sento una traditrice, a sentire certe cose. E anche se so, che non è vero, devo pensare a come affrontare la questione."
"Non sentirti traditrice, quando segui il tuo destino, perché davanti al Destino, gli Déi piegano il capo e Re e Regine, capitolano. Forse la tua vita sarà ancora scandita di riti, ma non saranno riti che andranno ben oltre la comprensione di molti...lo sento.


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Avete mai viaggiato nei fulmini? Se volete, vi mostro l'Antro. Casa vostra.






Io ci ho provato, ad ignorare il mio riflesso nello specchio. Ho provato a seppellire sotto l'armatura il senso di inadeguatezza, non badare a quel lieve riverbero di ridicolaggine nei miei occhi, nel vedermi calata, accinghiata, armata, corazzata in tale veste. E ho provato, si, ho provato a tenere in mano la Spada, a sopportare i colpi del legno, a sostenere il peso dello Scudo. Ho tentato di rafforzare i muscoli, e munire di riflessi nuovi gli arti, e a consolare il corpo illividato col pensiero promettente delle meditazioni in grotta, con lo scalpitare dei frisoni nel recinto. Ho provato, ancora lo ripeto, a sentirmi completamente, infinitamente, totalmente appagata nella Tribù. 
Eppure il mio cuore si opponeva e manifestava slanci e vibrava inopportunamente. Di fronte ad incantesimi e misteri, al baluginare di un globo luminoso, al fuoco colorato sprigionato dal divampare di polveri tra le candele, in Gazebi fluttuanti su acque nere infestate da ninfee iridescenti. Il mio battito era lì, santo cielo, apparteneva a quei bisbigli tra le fronde uggiose del Bosco dei Lamenti, ai discorsi nella bruma alle Cascate, al sentore della Bottega, alle Fenici d'Artificio nel cielo. Era loro, lo era da sempre, e non potevo farci niente. Ci sono amori che non chiedi, che non comandi, e che ti capitano comunque. Io ho tentato di tenere paga questa irrefrenabile fame, questa mia continua ricerca, e questo infinito desiderio di andare oltre, di alzare l'asticella, di frugare e di scoprire, di assaggiare e guardare. Giuro, io lo giuro, su Ganesha e Shiva, su Lakshmi e su Visnu, giuro su ogni divinità che fino ad ora ho pregato, adorato, vezzeggiato e onorato, che ero realmente convinta che il mio posto fosse quello, e non quell'altro. Qualcosa di simile alle mie origini, un gruppo di donne che stavolta avevo scelto io ed in cui non ero segregata. Una copia in carta carbone di quel passato tanto caro e tanto amato, da tenersi stretta addosso, da cucirsi sulla pelle, un ritratto infilato nel taschino accanto al cuore. Ho provato e tentato per questo, per quella che ero, per le cose perdute e i canti del mattino, i fuochi delle donne e le fronde delle palme, le tempeste di sabbia e i mercati colorati. Per questo, ho nascosto i miei occhi dentro le coppe buie dei palmi delle mie mani, per non vedere tutte quelle luci, lo scintillio e le promesse, il frizzicore e il mistero, tutto intorno a me. 
Poi è arrivato il Lupo - a proposito di amori che non chiedi e che ti si schiantano addosso - e mi ha abbassato di prepotenza le mani, tirandomi per i polsi. E allora ho compreso che non aveva senso incatenarmi, bendarmi, fuggire via, schivare. Era tutto inutile, perché era tutto già accaduto, anche contro la mia volontà. 

Cosi ho viaggiato nei fulmini. 

Ho detto addio alla Spada, slacciato gli spallacci e rinfonderato icoltelli, ho lasciato il Villaggio per non farvi più ritorno da Sorella, e ho calcato il Nero Cappello a Punta sulla mia fronte. 
Addio, ho sussurrato, all'Elianthe bambina, attaccata alle sottane di lino e zafferano della madre, i piedi sempre nudi e nell'acqua, le mani sempre al cielo a danzare, con la vita che batteva al ritmo semplice e tranquillo delle stagioni, dei rituali domestici e dei viaggi per commerci.
Benvenuta, ho gridato, a questa Elianthe adulta. Che rompe catene più spesse della circonferenza dei propri polsi, che colleziona quesiti e li ricama addosso alla gente che incontra, che cancella con gomma pane quanto era previsto per lei e se lo riscrive da sola, sillaba dopo sillaba.

Addio. 
Benvenuta.


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[ Appunti in Ordine sparso, vergati di fretta, annotati tra macchie di linfa, semini di spezie, sbaffi di cenere di incenso]

  • Domandare se Goldran è ancora vivo non è una buona idea (o lo è?);
  • Le armi sono proibite (NB chiedere se le armi sono proibite sempre e comunque oppure il divieto non valga per la caccia); 
  • Ricordarsi di fingere stupore quando i Mentori spiegheranno che differenza c'è tra Magia e Stregoneria;
  • Osservare l'Ira di Goldran (qualunque cosa essa sia) da debita distanza di sicurezza;
  • Tra i vizi dell'ArciStrega: Idromele;
  • La scopa di Sabiya ha buon gusto in fatto di gioielli;
  •  Inganno dice che l'ArciStrega uccide senza scuse. Lei dice che preferisce far fare il lavoro sporco agli altri -> NB Uccidere un'Apprendista comporta il disbrigo di tediosa burocrazia;
  • La Luna Nuova nuoce alla salute di Inganno.
  • Le Streghe sono letali sulla lunga distanza


Nuovi termini

Familiar: Animali non nati tali, con il dono della parola e della Stregoneria. 








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