Diari della Luna Piena - Cucciola - Prima Luna

Prima Notte

C'è un Lupo Bianco, di fronte a me, quando spalanco gli occhi. Ho come l'impressione di averlo già visto, da qualche parte, ma non ricordo dove, né quando. Non lo conosco, eppure lo conosco. Che strano. Che si sia trattato di un sogno? Che l'abbia incontrato in un luogo sepolto nella mappa della mia mente? Già. La mia mente. E' come se avessi alcuni...buchi. Per esempio, come ci sono arrivata qui, nei pressi di questa grotta? Dov'ero prima? Sono sola in questo mondo? E che cos'è questo odorino?

Il Lupo Bianco si avvicina, e mi distraggo nuovamente. Diamine. Non riesco a stare concentrata per più di una manciata di minuti su una cosa sola. E' piuttosto imponente come Lupo, mi sento piccolissima vicino a lui. Ma non è solo quello, non è solo per la stazza. Mi fa sentire piccola, nel senso generale e ampio del termine. Inesperta, acerba, nuova. Lui invece pare stare qui da sempre. Forse, se mi sforzo, riesco a vedergli delle radici spuntare da sotto le zampe. E' come se tutto in lui fosse, allo stesso tempo, nuovo ed antico. C'è un'impronta solenne, nel suo sguardo azzurro, e stargli vicino è un po' come prendere sonno al di sotto di una vecchia, millenaria, quercia. Mi fa sentire al...sicuro? Oh, si. Ecco cos'è, questa sensazione. Io sono al sicuro, con lui. Mi posso fidare, anche se non so bene perché. Se gli sto vicino, non mi accadrà niente di brutto. E se anche mi accadesse qualcosa di brutto, lui mi tirerebbe fuori dai guai.

Non so perché, ma ho come l'impressione che di guai me ne capiteranno parecchi. Ma non importa. Ha un buon odore, questo Lupo qui. Mi piace. E mi piace che si faccia annusare, senza mostrare i denti. Mi pare un comportamento molto educato, civile. Carino. E poi non so, ho un formicolio all'altezza dello stomaco quando mi fissa in questo modo. O è solo fame? Ma no, non è fame. Cioè, si. Ho fame. Ma non è quello. Diamine, questo odore mi fa sentire stupida. Talmente stupida che, alla fine, rischio di beccarmi un morso e provo a lappargli il muso. Te lo divorerei quel muso, sappilo.

Ehi, non mi ha morso. Si è fatto leccare, sotto al muso. E poi si è strusciato al fianco, posso sentire le sue ossa grandi contro le mie, più sottili, e il calore del suo corpo sotto la pelliccia. Ho il suo odore addosso, ora. C'è una vocina ribelle, che mi invita a rotolarmi nella prima pozzanghera d'acqua lercia, e a liberarmi di questo...questo...Marchio? Si, credo mi abbia marchiata. E poi c'è una voce più forte, me la sento vibrare tra le corde vocali, nei miei ringhi e nei miei respiri. Che mi dice che non devo fare niente, e che quel marchio deve stare li. Io sono sua, in qualche modo. E lui è mio?

Diamine, ho troppa troppa fame per pensare. Devo trovare qualcosa, per riempire questo buco allo stomaco. Poi rifletterò su tutte queste dinamiche. Dopo. Forse. Lui scatta nella notte, ed il mio cuore impazzisce. Si, decisamente, mi piace correre. Correrei ovunque, accanto a lui. Ho il vento di Tramontana che mi scivola nel mio manto, scompiglia le mie orecchie e gioca con la mia coda. E più corro, più il cuore batte, più sento di dover andare veloce. Come si chiama, invece, questa sensazione qui? Libertà, credo. Noi apparteniamo a questo bosco, a questa terra, e siamo figli di questo Cielo. Il fitto è una ragnatela di odori, nel quale ci tuffiamo ed io resto imbrigliata, mentre in sottofondo c'è un vero e proprio concerto di rumori. Non ce la faccio, a rimanere concentrata, mi distraggo spesso ed ogni volta resto indietro. Mi confondo, quando sento consistenze diverse sotto le mie zampe, risollevo lo sguardo e lui è una macchia bianca e distante. D'un tratto, sono una bambina sperduta. Corre velocissimo lui, non ce lo faccio, a momenti sputo via i polmoni. Però ogni volta mi accorgo che si ferma, mi aspetta. Finché non imparo, che quando mi dice di camminare devo camminare, guardare solo lui e nient'altro. Mi concede di andare alla scoperta delle cose che attirano i miei occhi dorati, ma non sempre. Ci sono altre priorità da soddisfare, prima. Tipo mangiare. 

Cielo, è complicatissimo mangiare. Non saprei da dove iniziare, se non ci fosse lui che mi spiega cosa fare, e come farlo. Inciampo, nei miei stessi artigli, addento l'aria. La preda ha un'odore irresistibile, e che cos'è questo sottofondo? Paura. Si, è la sua paura. Diamine, com'è eccitante. Vieni qui. Ti prendo, ti mangio.

Ha mangiato prima lui, a me è toccato aspettare. Mi ha ringhiato contro, quando mi sono avvicinata. Ho lo stomaco che mi brontola da morire, non faccio altro che leccarmi le labbra. Ho anche sete. E fame. Ho fame, Lupo Bianco, ho fame. E poi si scansa, è il mio turno. Sono felice. Dilanio, rompo, azzanno. Carne calda, tenera e succosa. Che sollievo, mi sento molto, molto meglio. Lui mi latra qualcosa, nell'orecchio. Ho iniziato dal punto sbagliato, mi ha lasciato qualcosa. E' il cuore. Non è tutto, è solo un pezzetto. E' un dono, che ha lasciato per me, per farmi la bocca. Mi lasci un pezzo di cuore di cervo, perché tanto tu hai già divorato tutto il mio, vero?  E' buonissimo. E' la cosa più buona che io abbia mai mangiato. Anche se ora non so bene, cos'abbia già mangiato in vita mia. Ma questo è veramente buono. Sono così sazia che mi esplode la pancia, la sento tendere da quanto è piena. Lui si è seduto a terra, e mi fissa. Ha il manto sporco di sangue, sotto la gola, ed il muso completamente rosso.  Mi avvicino, cautamente, mi distendo al suo fianco. Inizio a ripulirlo, e a lui pare piacere. 

Sai, Lupo...forse è questo che mi piace di più, di tutta la faccenda della caccia. Che dopo ci sediamo vicini, e ti lasci coccolare. Sono talmente felice che rotolo a schiena in giù, ti mostro la mia pancia, sollevo le zampe. Hai vinto tu, qualunque cosa ci fosse da vincere, comandi tu. Ehi. Non toccarmi lì, col muso. Non sul fianco. Mi fai il solletico, mi viene da muovere la zampa sinist...oh, accidenti. Che vergogna.


Seconda Notte 

Lupo Bianco mi ha lasciato libera di perlustrare. Ho fatto la coraggiosa, e non mi sono voltata neppure una volta mentre mi allontanavo. Anche se ero un po' spaventata, l'ammetto. Ancora adesso c'è un vago senso di panico, a farmi compagnia, ma questo è irrilevante. A mano a mano che cammino da sola, mi sento sempre meno a disagio, e sempre più eccitata. Ci sono così tante cose, da vedere. Da fare. Da rincorrere. No, dico. Avete mai visto quanto corrono veloci gli scoiattoli?! E' assurda come cosa. E queste zampe non mi fanno arrampicare, non riesco a salire. Eppure ho come l'impressione che io sapessi, arrampicarmi, una volta. Adesso non più. Ci ho provato, eh. Gli artigli hanno scorticato la corteccia, e la parte anteriore del corpo non lavora bene, con la posteriore. Cado all'indietro, giusto un paio di volte. Grrrr. Stupide zampe non prensili! E stupidi scoiattoli. Venite giù! Vi voglio solo mangiare! Avevo una sete tremenda, ad un certo punto. Forse per via di tutto questo correre e inseguire. Anche stavolta, il luogo non mi sembrava del tutto estraneo. Anzi. Io lo riconosco, quel cespuglio, e quell'albero. Devo essere già stata qui. E so che se giro di qua, e poi di qua, e poi salto questo albero, e poi mi infilo sotto quella radice...si! Eccola! Una polla d'acqua. Mi avvicino felice, assetata e grata. Ehi! C'è un altro Lupo, li. E' nero. Avvicino il naso al suo, il riflesso si increspa. Ed è questo il primo momento in cui mi vedo, per la prima volta. Sul pelo dell'acqua, ci sono io. Quella sono io. Ho gli occhi dorati, e l'aria sorpresa. Che buffo. Dovrei ben sapere, come sono fatta. Ma anche stavolta, la sensazione che provo è quella di fare la prima conoscenza con qualcuno, non il ritrovare un riflesso ben conosciuto. Oh, la sete. Bevo. Bevo tantissimo. Finché un odore nuovo non mi distrae. Non si mangia. Non è pericoloso, ma mi mette comunque un po' in soggezione. Cos'è? Chi è? Quando sollevo lo sguardo, la vedo. C'è un gatto. Un gatto enorme. Un gatto gigantesco. Santo Cielo, cosa diamine mangiano i gatti qui? Mi avvicino, curiosa, fissandola con più attenzione. E' una femmina, questo l'ho capito. Va bene, allora. Cos'è che mi ha detto di fare, Lupo Bianco? Oh, si. Io sono piccola, quindi mi presento per prima. Latro. 
...Che verso era, quello? Ti senti male, gatto? Non hai mica un bel respiro eh. Cioè, metti paura. Sul serio, dovresti farti controllare perché hai un brutto soffio. Il tuo pelo sembra morbidissimo. Ti va di giocare a prendimi? E' facilissimo guarda, ti faccio vedere come si fa.
*stonf*

Mi ha accappottato! Con una sola zampata! Gatto, ma cos'hai nel cervello?! E sia chiaro. Non sono scappata. Ho solo deciso che preferisco stare ad un metro di distanza. Così. Per rispetto dello spazio altrui. Perchè sono una Lupa civile, io. Cosa fai, ora? Oh. Vuoi annusarmi. Ed io posso annusare te? Mi piace il tuo odore, è rassicurante. Non rassicurante come quello di Lupo Bianco, ma...piacevole. Ecco, ti do una leccatina, giusto per farti capire che sono un'amica. Non ti voglio fare del male.

Ehi. Lo senti questo rumore? Viene da li. Io vado a vedere cos'è, Gatto. Se dopo sei ancora qui, magari ti mordicchio un po' la coda. Così, per fare amicizia.

--- 

Non riesco a prendere niente, da sola. Fa freddo. Sono caduta in una pozzanghera. Ho fame. Ho sonno. Penso di essermi persa. Sono stufa di esplorare. Mi siedo, sconsolata. Adesso ululo, per richiamare Erendis. Erendis? E chi sarebbe? Pensavo a Lupo Bianco, e mi è saltato in testa questo nome. Sarà la fame. Cielo, che fame. Ululo, inizialmente più composta. Nessuna risposta. Ululo di nuovo, un po' più concitata. Ancora nessuna risposta.  A questo punto ululo proprio disperata. E lui risponde. E' vicino. Mi chiama. Sono di nuovo felice. E sono ancora più felice, quando lo vedo. Scodinzolo. Ma quant'è bello, vederlo? Ma quant'è bello? Gli faccio le feste, e mi sento di nuovo al sicuro. Di nuovo protetta. Ho ancora fame, però. Ma non ho più fretta. So che adesso ci penserà lui, al mio povero stomaco. Alla sua povera cucciola.

Ho mangiato fino a scoppiare. E ho sonno. Mi accuccio vicino a lui, mi struscio appena. Ed anche questo, mi sembra di farlo da sempre. Gli mordicchio un po' il muso, ma sono troppo stanca per giocare veramente. Fuori si è messo a piovere, e nel tepore della tana, cuore a cuore con lui, lascio che il sonno mi porti via. Chissà se sognerò di nuovo, di quella strana ragazza con le mani dipinte.



Commenti

Post popolari in questo blog

"Questo è il mio finale. Adesso tocca a te, scrivere il tuo"

Passato & Presente

"Ci sono parole intrappolate nel vento...